Acqua che scorre sottoterra tra le rocce

elementi, energia
Questa sezione parla del potere del fuoco, del vento, e sopratutto del mare e del monte che incontrandosi generano un’infinità di sorgenti, abbondanti e perenni. Una ricchezza che ha spinto gli uomini a insediarsi comunque in un territorio ripido e faticoso. L’acqua, il verde lussureggiante, il legno e il calore e tutto il resto
Boschi e uliveti a precipizio sul mare nella valletta di Niasca

Acqua viva, Acqua morta, Vallone dei Fontanini, Valle dei Mulini, sono i nomi della grande abbondanza di acqua che qui c’è e si vede a differenza dei vicini territori costieri.
Nel corso dei secoli, queste sorgenti hanno permesso diversi insediamenti e numerose attività umane sul monte di Portofino.
Qui si trovano due tipi di sorgente:

  • Quelle generate al confine tra i due diversi tipi di rocce (conglomerati e calcari) del monte di Portofino per il diverso grado di porosità.
  • Quelle che si trovano nella parte alta del monte, che si formano grazie alle masse di aria umida provenienti dal mare anche d’estate: quando queste si raffreddano salendo in quota contro il massiccio, si condensano sotto forma di nebbia o pioggia e si infiltrano nelle fratture delle rocce, creando fonti, ruscelli e sorgenti. La presenza di acqua sul monte è generalmente garantita anche nei periodi estivi, più siccitosi e ha alimentato fin dai tempi storici una fiorente attività dei mulini.

Legno, rocce, fibre, sabbia: come sfruttarle?

Questa sezione è dedicata alla capacità di utilizzare i materiali disponibili sul territorio, per costruire ciò che serviva alla vita quotidiana, con tecniche tradizionali. Le pratiche tradizionali sono molto interessanti perché risolvono in maniera integrata i problemi della gestione accurata del territorio per questo vanno rivalutate: pensa, per esempio, alla pulizia del bosco e all’uso del legno per costruire e per scaldarsi.
Sono il frutto di tecniche condivise e affinate per generazioni.
Legno di castagno: ottimo per costruzioni che sfidano le intemperie: con la sua carica di tannino non marcisce facilmente!

In un territorio così impervio tutto ciò che era a portata di mano era preferibile, e l’ingegno costruttivo trovava soluzione non di rado anche esteticamente curate, con quello che trovava.
Nel Parco di Portofino i boschi, ricoprono ancora circa la metà della superficie, arrivando spesso fino al mare.
Del legno, “principe” di tutti i materiali da costruzione, ben si conoscevano le diverse caratteristiche: delle pinete e lecceti dell’assolato versante Sud e dei castagni, carpini neri, roverelle e ornielli del fresco versante Nord e della valle del monte.
Il resto è roccia, ben più dura del legno eppure ha avuto una funzione costruttiva cruciale per questo paesaggio: con la roccia l’uomo ha modellato il paesaggio coi terrazzamenti, detti “fasce”.
I terrazzamenti, come ogni pratica tradizionale, sono allo stesso tempo un modo di proteggere un pendio, diminuire la pendenza dei versanti, rendere più agevole l’area coltivabile, ricostituire il suolo, raccogliere e distribuire l’acqua.