
Riscoprire la magia del merletto ligure con Gisella Ravera merlettaia e figlia d’arte: un workshop immersi nel verde del Parco di Portofino per sperimentare manualità, creatività e tradizione di alto artigianato ligure.
Il workshop accompagna i partecipanti alla scoperta di questa tecnica tessile e del suo legame con la tradizione ligure.
Attraverso il racconto della sua storia, l’osservazione degli strumenti e una prova pratica guidata, si rivivono i gesti e al ritmo di un sapere antico oggi reinterpretato in chiave contemporanea.
Durante il laboratorio, ogni partecipante realizzerà un semplice bracciale materico a punto tela, la lavorazione base del pizzo a fuselli, da portare con sé come ricordo della giornata.
Non è richiesta alcuna esperienza: il workshop è pensato per chi ama la creatività e le atmosfere in cui il tempo può rallentare. La mattinata si conclude con un pranzo presso l’Eremo, pensato come momento conviviale di condivisione.

Spesso pensiamo al “Made in Italy” come a un concetto moderno, ma le sue radici risalgono a secoli fa. Un esempio virtuoso è la storia della manifattura del merletto genovese realizzato al tombolo.
Il pizzo al tombolo è una tecnica artigianale tramandata per generazioni di madre in figlia, che si basa sull’intreccio di numerosi fili, avvolti attorno a piccoli fuselli di legno.
Il disegno da realizzare è riportato su un cartone di lavoro, fissato sopra un cuscino imbottito, detto appunto tombolo.
Durante la lavorazione, gli spilli vengono inseriti progressivamente nei punti indicati, sostenendo e guidando l’intreccio dei fili.
I mercanti di Genova intuirono precocemente il valore commerciale dell’artigianato locale, trasformando la produzione di pizzi in una vera e propria industria del lusso internazionale: a Portofino e a Santa Margherita dal ‘600 e all’800 quasi tutte le donne dei borgo imparavano questa tecnica da bambine. Da adulte si riunivano a gruppi di tre o più, lavorando al tombolo anche in gruppo con cuscini monumentali lunghi più di due metri. Manovrando centinaia di fuselli, davano vita a scialli e tovaglie a filo continuo caratterizzati dal tipico “Punto Genova” che ancora oggi ritroviamo nell’architettura e nella ceramica ligure.
Dalle spiagge di Santa Margherita e dai portici di Portofino alle corti d’Europa, poli d’attrazione di sfarzo, moda e arte, questi dettagli dell’abbigliamento e non solo erano un vero e proprio status symbol.
Il loro prestigio era tale che pittori del calibro di Van Dyck e Rubens si specializzarono nel riprodurre nei loro ritratti ogni minimo dettaglio di questi preziosi pizzi.
Ancora oggi il tombolo conserva la propria capacità di trasformarsi. Accanto alla riproduzione dei motivi tradizionali, viene reinterpretato attraverso nuovi materiali e forme, entrando in dialogo con il design di gioielli e l’arte tessile contemporanea.


